Ogni volta che una persona mi comunica di aver purtroppo riscontrato il glaucoma rimango sempre stupito dalla poca informazione che avvolge questa patologia, soprattutto se rapportata all’incidenza che possiede.

Il glaucoma infatti è la prima causa di cecità nel mondo occidentale e la seconda patologia oculare al mondo che porta alla cecità.

COS’È

Il glaucoma è una patologia cronica asintomatica (quindi dura per tutta la vita e non presenta sintomi iniziali) che, negli stati più avanzati quando ormai il danno è evoluto ed irreparabile, può portare ad una visione tubolare sempre più stretta, cioè ad una riduzione della parte periferica del campo visivo.

Altre conseguenze possono essere aloni nella visione e/o cefalee generali

TIPOLOGIE DI GLAUCOMA


Esistono varie tipologie di glaucoma:

  1. CONGENITO cioè che è presente dalla nascita a causa di un’alterazione anatomica per cui il deflusso dell’umor acqueo è ostruito. L’occhio del bimbo può aumentare la dimensione (buftalmo – occhio di bue). È la tipologia di glaucoma più rara.
  2. PRIMARIO o ANGOLO APERTO o CRONICO SEMPLICE è il tipo di glaucoma più diffuso che interessa in genere la popolazione più anziana, si contraddistingue perché la forma dell’angolo irido corneale è più aperta della norma e non è legata esclusivamente alla pressione alta.
  3. SECONDARIO ASSOCIATO AD ALTRE MALATTIE DELL’OCCHIO come l’uveite o infiammazioni dell’occhio che si complicano sfociando in glaucoma, perché aumenta la pressione a seguito dell’infiammazione.
  4. ANGOLO CHIUSO o ACUTO è il glaucoma associato all’ostruzione fisica dell’angolo irido corneale. Tra i vari sintomi della chiusura acuta dell’angolo è presente un intenso dolore oculare e arrossamento, oltre alla riduzione del campo visivo.

QUALI SONO LE CAUSE

Fino agli anni ‘60 si pensava che l’unica causa del glaucoma fosse la pressione alta

Oggigiorno invece si sa che i 3 fattori di rischio sono:

  1.  PRESSIONE ALTA ⇒ considerato il grado di resistenza del nervo ottico e lo spessore corneale:
    1. Cornea spessa ⇒ la pressione misurata risulta più alta della realtà
    2. Cornea sottile ⇒ la pressione misurata risulta più bassa della realtà

Il valore della pressione fluttua durante la giornata, soprattutto alla sera quando tende ad aumentare.

La pressione sotto i 20 mmHg si considera a basso rischio. Oppure alto se il soggetto ha un nervo ottico debole, ad esempio, nelle persone anziane (glaucoma senza ipertensione oculare).

⇒ La pressione compresa tra 20 e 25 mmHg può significare che potrebbe esserci glaucoma o predisposizione allo stesso

⇒ La pressione oltre i 25 mmHg corrisponde ad un alto rischio di sviluppo glaucoma, circa il 40%

Oltre i 30 mmHg il glaucoma c’è o si svilupperà al 90% entro 2 anni o anche prima se il soggetto non si sottopone ad un controllo oculistico preventivo. In ogni caso, anche se il soggetto dovesse avere un nervo ottico fortissimo,  il glaucoma si svilupperà in circa 10 anni.

  1. ANGOLO IRIDO CORNEALE CHIUSO un soggetto può avere una pressione intraoculare di 12 mmHg di giorno e 40 mmHg di notte ⇒ Glaucoma senza pressione

Durante la notte, la nostra pupilla umana si dilata e negli occhi di chi soffre di glaucoma ad angolo stretto (o chiuso) questo crea un affollamento di umor acqueo nell’angolo di deflusso, cioè nell’angolo irido corneale, causando una chiusura anatomica meccanica e di conseguenza un innalzamento della pressione intraoculare.

  1. PAPILLA OTTICA ESCAVATA che è la sede del glaucoma e delle terminazioni nervose dei fotorecettori retinici, responsabili della visione; in presenza di glaucoma ne viene alterata la forma, risulta quindi più escavata e più pallida a causa della compressione interna. L’escavazione è un processo continuo nel tempo.

Quindi oggi alcuni soggetti, pur avendo la pressione bassa, potrebbero avere il glaucoma.

Meno del 50% dei glaucomi ha la pressione alta.

Un’altra causa del glaucoma può essere l’assunzione di cortisone per un lungo periodo (utilizzato anche per curare patologie oculari) che può portare all’innalzamento della pressione e allo sviluppo del glaucoma secondario nei soggetti predisposti. 

Avere la PRESSIONE INTRAOCULARE ALTA NON È DI PER SÉ LA MALATTIA, la neuropatia è il glaucoma. La pressione intraoculare è SOLO UNO dei parametri atti a diagnosticare il glaucoma

Se te lo stessi chiedendo, non è possibile misurare a casa in autonomia la pressione intraoculare, così come succede con la pressione arteriosa. 

La pressione alta può essere dovuta da:

  1. ANGOLO IRIDO CORNEALE STRETTO
  2. BASSA PROFONDITÀ DELLA CAMERA ANTERIORE ⇒ Glaucoma acuto. L’ipermetrope ad esempio ha una profondità della camera minore.
  3. RESISTENZA al deflusso del TRABECOLATO
  4. IPER PRODUZIONE DI UMOR ACQUEO
  5. SPESSORE CORNEALE 
  6. Dal MOMENTO DELLA GIORNATA a seconda dell’ora o dell’emozione vissuta in un determinato momento.

COME VIENE DIAGNOSTICATO

La diagnosi viene effettuata esclusivamente da un medico oculista attraverso una visita completa che comprende:

  • la valutazione dell’intera struttura dell’occhio
  • la TONOMETRIA
  • la PACHIMETRIA per misurare lo spessore corneale
  • l’OCT per misura le cellule ganglionari (cellule della macula, che portano gli impulsi visivi dai recettori alle fibre), il diametro e lo spessore della papilla
  • la misurazione dell’AMPIEZZA DELL’ANGOLO IRIDO CORNEALE 
  • il CAMPO VISIVO, dove si valuta in maniera numerica la sensibilità visiva dell’esaminato, classificando lo stato evolutivo del glaucoma.

COME TENERLO SOTTO CONTROLLO

Il glaucoma dev’essere monitorato costantemente attraverso visite periodiche dal medico oculista. Annuali per i soggetti che hanno ipertono (pressione un po’ più alta della norma) e un campo visivo normale, semestrali per chi ha la malattia o più frequenti per i soggetti più gravi.
Questi sono periodi indicativi per avere una panoramica generale della situazione, per ogni singolo caso seguire le direttive del proprio medico.

TRATTAMENTO 

Il glaucoma purtroppo, come quasi tutte le malattie che coinvolgono i nervi del corpo umano, essendo una malattia neurodegenerativa, è curabile, ma non guaribile


L’obiettivo della terapia è dunque quello di bloccare o rallentare la progressione della malattia, attraverso:

  • L’uso quotidiano di COLLIRI FARMACOLOGICI nelle forme più lievi, in grado di aumentare il deflusso o di ridurre la produzione di umor acqueo e di conseguenza la pressione intraoculare. Alcuni colliri possono avere come effetti collaterali l’aumento della lunghezza delle ciglia o la presenza di alcune macchie sulla cute se una goccia dovesse finire fuori dalla superficie oculare o generici arrossamenti della congiuntiva.
  • L’uso dei LASER (SLT) ben diverso dai laser utilizzati per correggere i difetti refrattivi, come la miopia. In questa modalità l’oculista anestetizza l’occhio, applica una lente sulla superficie oculare e procede con l’attivazione del laser “freddo” che aumenterà il deflusso dell’umor acqueo. Questo laser può essere ripetuto nel tempo.
  • L’utilizzo della CHIRURGIA nelle forme più gravi. La chirurgia viene presa in considerazione quando le precedenti terapie non hanno raggiunto l’obiettivo, soprattutto nel caso in cui il campo visivo continua a diminuire. 

Nei casi di glaucoma ad angolo chiuso, una soluzione potrebbe essere quella di rimuovere il cristallino, sostituendolo con una lente artificiale (come si fa con la cataratta), creando così più spazio all’interno dell’occhio che favorirà una migliore circolazione dell’umor acqueo e di conseguenza una diminuzione della pressione. 

Nei casi di glaucoma ad angolo aperto invece l’intervento più utilizzato è la trabeculectomia, che consiste nella creazione di un ulteriore foro all’altezza del trabecolato che faccia fuoriuscire l’umor acqueo in eccesso. Questa ferita chirurgica però tende naturalmente a cicatrizzare, per evitare questo disguido l’oculista deve cercare di mantenere aperto il foro nel tempo, utilizzando ad esempio il cortisone per inibire la risposta infiammatoria oppure utilizzando sempre più spesso le valvole in acciaio o dei tubicini (xen) inseriti nell’occhio per aiutare il deflusso del liquido nel tessuto sottocongiuntivale, evitando i processi di cicatrizzazione della ferita. Quest’ultima chirurgia è reputata mininvasiva.

Cerca sempre di prenderti cura della tua vista attraverso controlli periodici del visus e visite medico oculistiche specializzate.

Sembra poco, ma può significare molto per i tuoi occhi.

Andrea Beltramo

Line Ottica | Corso Francia 91 | Torino

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